INTERVISTA A
SIFU G. AQUILIA
Il Wing Chun a
Palermo
di
Giuseppe Catalano
Quando
conobbi Sifu G.
Aquilia, provenivo da un’esperienza
quasi decennale nella pratica delle arti marziali, soprattutto
per quanto riguarda lo Shaolin della Cina del Nord, nel quale
avevo raggiunto il grado di cintura nera.
Come la maggior parte dei marzialisti,
ho sempre considerato come esempio da seguire la figura
carismatica del compianto Bruce Lee; avendo appreso che Lee
aveva cominciato la pratica delle arti marziali proprio dal Wing
Chun di Yip Man (stile che fu sempre
la base indispensabile della sua evoluzione tecnica), infatti
Bruce Lee dice in uno dei suoi libri (La mia via al
Jeet Kune
Do a cura di John Little ed.
Medit.), “ Sto tracciando un
sistema di Kung Fu : questo sistema è la combinazione tra Wing
Chun, principalmente, e poi scherma e boxe”; mi misi alla
ricerca (anno 1992) di un Istruttore qualificato che insegnasse
a Palermo.
Cercai per parecchio tempo ma
senza successo, e quando avevo perso ogni speranza , sentii
parlare di un certo Aquilia, che insegnava Wing Chun ma solo a
poche persone.
Riuscii in qualche modo a farmi accettare
ed adesso dopo anni di pratica (e di sacrifici) sono il
suo allievo più in alto in grado.
Ritengo utile esporre, tramite le parole del mio Sifu,
l’evoluzione del Wing Chun a
Palermo, città al di fuori dei maggiori movimenti
marzialisti, anche se recentemente è
iniziato un risveglio dell’interesse verso le arti marziali “
non di moda”.
Presentazione.
Si fu Giuseppe Aquilia é nato a Palermo, il 28.11.1954,
laureato presso l’Università degli studi di Palermo in
Ingegneria Elettronica, lavora per
parecchi anni a Milano; in seguito ritorna a Palermo, sua città
natale dove tutt’ora vive.
D. Come hai iniziato la pratica del Wing Chun?
R. Per caso. Dopo aver praticato per alcuni anni diverse arti
marziali e varie tecniche di lotta, mi sono reso conto che
queste specialità, pur essendo valide, presentavano per quello
che io cercavo dei limiti: alcune richiedevano un lungo periodo
di apprendimento prima di potere
essere realmente applicate, altre richiedevano una preparazione
fisica notevole che non tutti possono raggiungere e che
comunque non dura in eterno, altre erano basate esclusivamente
sulla stazza cioè sul peso (per strada non puoi sceglierti
l’aggressore in base al peso, anzi i prepotenti per strada più
sono grossi più si sentono i padroni del mondo). Ebbi la fortuna
di conoscere a Milano, dove allora
lavoravo, un secondo grado tecnico di Wing
Tsun proveniente dalla Germania, seppur
italianissimo, piccolo di statura,
ci fece una breve lezione dimostrativa teorico-pratica sul
Sistema Wing Chun, sul momento ciò non suscito in me alcuna
impressione, troppe dimostrazioni avevo già visto vari
combattimenti dimostrativi dove vedi gente volare in aria, ma
sono movimenti preordinati e miranti ad impressionare il
pubblico, alla fine della lezione, avendo capito la perplessità
mia e degli altri allievi, ci invitò ad attaccarlo: il
risultato fu che tutti fummo in pochi secondi tempestati da
una miriade di colpi, senza capire da dove arrivavano e senza
che noi avessimo avuto la benché minima possibilità di difesa.
Rimasi folgorato.
Trascorsi un anno con a praticare
intensamente Wing Tsun con il mio
Si-Hing.
Finalmente avevo trovato quello che cercavo, un sistema di
difesa efficace che non richiedeva lunghi anni di pratica
per funzionare come sistema di autodifesa.
Quindi fui trasferito a
Palermo,
D. Arrivato a Palermo, come hai continuato a praticare
?
R. Mi sono rivolto a Si fu Filippo
Cuciuffo, diventando suo allievo
diretto, partecipando a tutti gli stage di Si
Gung K.
Kernspecht in Italia ed ho avuto la fortuna di
partecipare a vari
stages di Si Jo
Leung Ting
in Italia.
D. Quindi hai portato queste organizzazioni a Palermo
?
R. Si. Ovviamente. Ho organizzato in quegli anni alcuni
stages a
Palermo per Sifu F.
Cuciuffo.
D. Poi cosa e’ successo?
R. Per motivi diciamo “politici”, ho
rassegnato le dimissioni da questa organizzazione, anche
se non rinnego nulla di quegli anni, e sono tuttora grato ai
miei insegnanti per quello che da loro ho potuto imparare.
D. Nessuna polemica ?
R. Assolutamente no! Parlare male di loro, dopo circa otto
anni di lavoro, sarebbe parlare male di me stesso.
Non ho mai permesso a nessuno di
parlare male dei miei maestri, passati e presenti.
Dobbiamo essere comunque grati a loro
per aver diffuso il Wing Chun.
Trovo mediocre parlare male degli altri.
Questo é tipico delle persone mediocri, che invece di
impegnarsi in qualcosa, passano la vita a parlare male degli
altri, a criticare persone che spesso neppure conoscono.
D. Proseguiamo. Come hai continuato gli studi
?
R. Ho lavorato con Master
Nick Smart e Master
Milan Prosenica,
una leggenda vivente del Wing Chun mondiale.
Penso di aver lavorato con il meglio di quello che offre il
“mondo del Wing Chun”.
D. Ci daresti una tua definizione
del Wing Chun?
R. La scienza applicata al combattimento, cioè una serie di
forme, applicazioni, esercizi che hanno come obiettivo
fondamentale la rapida sconfitta di qualunque avversario.
Il Wing Chun crea sicurezza.
D. Cosa c’entra un Ingegnere con
un’arte marziale ?
R. Appunto la scienza applicata al combattimento.
D. Cosa ne pensi della violenza che c’é nelle strade
?
R. Ciò é dovuto in parte allo stress della vita quotidiana,
al lavoro, alla scuola; questo provoca una tensione
insostenibile che spesso non trova alcuna valvola di
sfogo. Posso dire comunque che in
tanti anni di pratica non ho mai visto una zuffa in palestra,
poiché ritengo che contrariamente a ciò che molta gente
disinformata pensa, nelle scuole di arti marziali non si insegna
ad essere violenti, ma si cerca di dare ai praticanti una
serenità ed una sicurezza interiore che siano d’aiuto in tutte
le situazioni della vita quotidiana,
D. Per quale tipo di persone è indicato il Wing Chun
?
R. Per tutti, uomini, donne, bambini di qualsiasi età; il
Wing Chun non è solo un sistema di difesa personale, ma include
anche delle applicazioni per la salute
e contro lo stress fisico e mentale:
D. Cosa ne pensi di Bruce Lee ?
R. A parte le solite code già dette su di Lui, penso che
fosse un genio delle arti marziali;
qualsiasi stile avesse fatto, sarebbe diventato il migliore;
certo il Wing Chun lo incanalato meglio nel suo percorso
marziale; inizio a praticare Wing Chun con il gran maestro Yip
Man diventando in breve tempo uno dei migliori del Wing Chun;
quando si trasferii in America insegnò ai suoi allievi
soprattutto solo cinque tecniche di attacco di Wing Chun,
facendoli lavorare intensamente su questo programma; anche se
nel suo metodo (JKD) semplificò di molto il sistema Wing Chun,
infatti per capire veramente il JKD occorrerebbe conoscere il
Wing Chun, cioè l’inizio del percorso di studi di Bruce Lee in
modo da capire la logica che sta alla base del metodo.
Per il resto era un
WingChunMan, basta osservare alcuni
filmati girati dai suoi allievi per capire che quello che
diceva e praticava era puro Wing Chun.
D’altro canto é il wing chun che
ti porta automaticamente ad adattarlo a le tue caratteristiche,
senza schemi prestabiliti.
D. Perché parla dei suoi filmati e non dei suoi film
?
R. Vedi la differenza è che nei film, Bruce Lee
doveva “fare spettacolo” e il Wing Chun non lo è, esso
bada ad essere un metodo pratico ed efficace. Il Wing Chun
non è assolutamente un sistema coreografico e
spettacolare ma è semplicemente uno stile di Kung fu
terribilmente efficace.
Il più delle volte in un
combattimento di Wing Chun vedi solamente un avversario che
crolla a terra in poco tempo e non riesci neppure a capire cosa
succede.
Il Wing Chun è un sistema rapido, efficace.
Questo è quello che interessa; risolvere il problema in modo
efficace e rapido, tutto il resto non conta.
D. Cosa consiglieresti a chi vuol cominciare a praticare
seriamente il Wing Chun o qualsiasi
arte marziale ?
R. Prima di affidare voi stessi e le vostre speranze
a qualcuno, informatevi sulla sua preparazione,
assistete ad una lezione, osservando la serietà con cui insegna
e fa lavorare gli allievi.
Ricordate che un buon insegnante
è quello che riesce a spiegare in modo chiaro e semplice, senza
troppi giri di parole che spesso significano scarsa chiarezza di
idee.
Non fatevi influenzare da palestre lussuose e fornite
di ogni comodità, si va in palestra
per lavorare e per apprendere, non per fare salotto.
Un consiglio : iniziate a
praticare, non ve ne pentirete.
D. Un ultima domanda, cosa si
prefigge la sua Organizzazione ?
R. La diffusione del Wing Chun. Portare in Italia ed a
Palermo in particolare i maggiori esponenti di
questa arte, indipendentemente
dall’organizzazione a cui appartengono.
La ringraziamo
e invitiamo le persone interessate a contattarla al numero di
cellulare 3395370114 (numero
personale del SI FU Aquilia) oppure uno degli istruttori:
Leonardo La
Bara: 3476240261
Giuseppe Catalano: 3406635271
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